Musique de la Grece Antique è una ricostruzione parzialmente immaginaria di come la musica dell’Antica Grecia potrebbe essere stata. Tale ricostruzione è basata sulla scarsa documentazione storica disponibile riguardo alle pratiche musicali dell’epoca: ogni traccia fa riferimento a frammenti di papiro o altro rinvenuti, e la musica è suonata utilizzando quelli che si assume siano stati gli strumenti dell’epoca. Il lavoro realizzato esprime l’intento di ricreare questa musica perduta, riportando in vita i frammenti ritrovati. Non ha la pretesa di essere una raccolta di quanto conservato della musica greca, né di recuperare un documento freddo e distante; si tratta più che altro dell’espressione personale di un sentimento profondamente triste di fronte ad un’irrimediabile perdita.
Uno studio della teoria musicale e di ogni altra cosa pertinente all’arte greca della musica ha portato gli autori alla conclusione che per restituire alla musica il suo valore, essa non dev’essere trattata come un elemento archeologico che può essere ricostruito in modo più o meno fedele, ma come qualcosa a cui infondere nuova vita.
Per quanto possibile sono stati ricostruiti alcuni strumenti dell’Antica Grecia, sulla base di riproduzioni pervenute in una varietà di documenti (vasi, bassorilievi, dipinti) raffiguranti diversi momenti della vita.
Riguardo, invece, alle innumerevoli lacune esistenti nei frammenti di papiro o nei pezzi di marmo sopravvissuti, esse sono state trattate in vari modi: o con totale silenzio, o, quando la linea melodica poteva essere unita al frammento successivo, mettendoli assieme colorandoli con un po’ di immaginazione, oppure, ancora, riempiendo gli spazi vuoti attraverso suoni, rumori e accordi, totalmente dissonanti.
Il risultato è un’interpretazione che raggiunge l’apice del valore artistico a partire dall’"esplosione sonora" dell’Anakrousis che apre l’album fino ad arrivare al Deuxième Hymne Delphique à Apollon. Utilizzando un piccolo coro ed una batteria di strumenti, viene creato un ambiente sonoro affascinante con melodie frammentate, parti recitate e poesie cantate che interrompono periodi di silenzio.
L’album è stato prodotto e diretto da Gregorio Paniagua, fondatore e Direttore dell’Atrium Musicae de Madrid.
(da Music of Ancient Greece, www.rakkav.com/kdhinc/pdf/mga_booklet.pdf)
