Aulòs. Il termine aulòs indica uno strumento diffuso in tutto il mondo antico, la cui struttura essenziale può essere considerata molto simile a quella del moderno oboe. In effetti, dai reperti conservati e dalle numerose raffigurazioni, esso risulta costituito da un tubo cilindrico o leggermente conico (bómbix), al quale si applicava un bocchino: nel suo interno, inserite nella strozzatura di collegamento tra lo stesso bocchino e due rigonfiamenti nel tubo, si trovavano le anele, sottili linguette in me tallo, canna o legno che, vibrando sotto l'azione del soffio d'aria immesso dal suonatore, producevano il suono. Gli strumenti erano realizzati in osso, avorio, sicomoro (albero di fico dell'Egitto), corno o, più comunemente, in canna, con dimensioni che potevano variare dai venti ai quaranta/cinquanta centimetri, per raggiungere i quali si aggiungevano talvolta altri elementi di raccordo al tubo. In questo erano praticati i fori per il diteggio che in epoca classica erano cinque, di cui quattro collocati nella parte superiore più uno laterale, accanto all'imboccatura, che veniva chiuso dal pollice; essi aumentarono successivamente, sino a diventare quindici in epoca ellenistica, richiedendo l'uso di tutte le dita per turare i fori e di chiavi di chiusura per regolare il suono. Frequentemente, il suonatore usava una coppia di auloi, entrambi con i tubi diritti e uguali, che venivano utilizzati contemporaneamente. Per rendere più stabile l'imboccatura, spesso si usava la phorbéia, una specie di bavaglio in pelle, con fori al livello delle labbra, in cui venivano inseriti i bocchini dello strumento, e che, coprendo a metà le guance, veniva legata dietro la nuca o in alcuni casi, fermata sopra la testa come una museruola.
Oltre alla phorbéia, che, secondo quanto ci dicono le immagini, era un accessorio utilizzato più dagli uomini che dalle donne, un altro elemento tipico dell'auleta (suonatore aulòs) era costituito da una custodia in cuoio non conciato, o in pelle di linee o di maiale, in cui venivano riposti gli auloi quando non erano utilizzati e che nelle raffigurazioni vascolari appare di frequente sospeso al braccio sinistro del suonatore quando l'artista è indaffarato a compiere azioni diverse.
